marta's profileIl magico mondo della Pe...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
Le furie rosse stagione 2007/2008E' proprio strana la vita. Solo una settimana fa eravamo in uno spogliatoio sconosciuto, in un posto isolato, a sudare, per toglierci le ultime soddisfazioni della stagione. Invece oggi, a soli 6 giorni di distanza, nella nostra palestra,si respirava un'aria da vacanza, da ultimo giorno di scuola. Non c'era la delusione della sconfitta, ma solo la consapevolezza di aver fatto del nostro meglio. Con questa consapevolezza stasera abbiamo giocato per il puro piacere di farlo, assaporando il basket per quello che e'..puro divertimento. Senza pressioni.Senza obblighi. Solo canestri improbabili e tante risate. Allo stesso tempo questa spensieratezza era velata da un po' di malinconia. Anche se nessuno lo ammette ci rendiamo conto che questo gruppo non ci sara' piu'. Non con tutte le giocatrici, non con la stesso spirito.Ogni stagione e' diversa dall'anno prima. Le giocatrici portano in campo la loro vita, le loro angosce, le loro aspettative, la gioia e l'entusiasmo di quel momento. E' stata una bella stagione questa, le mie paure iniziali sono svanite.La squadra seppur compatta mi ha accettato, e io sono stata bene. Ognuna di loro mi ha lasciato un ricordo prezioso, dalle piu' grandi alle piu' piccole. ..Annona: ritrovarla e' sempre un piacere, ha reso meno pesanti molti allenamenti con le sue battute e le sue risate. Emma: sembra burbera ma e' proprio una cara ragazza. Biba: e' stata una piacevole scoperta, anche se all'inizio i suoi occhi glaciali mi mettevano un po' di soggezione. Morena: non spaventatevi, il broncio che mette ogni tanto e' solo apparenza, e' una ragazza davvero buona. Roby: il capitano, la piu' grande, non si smentisce e rimane fedele al ruolo, un po' di serieta' qualcuna doveva pur mettercela. Claudia: una ragazza d'oro fuori, ma una iena in campo,avercelo io il suo senso del rimbalzo! Martina: un personaggio..unica nel suo genere..vivra' sulla terra?mah...Le giovani:Virgy,Pisi, Betty:senza di loro non saremmo mai arrivate seconde, grazie per tutti i sacrifici non ricompensati a dovere. Giulia e Ila: il rammarico di non averle conosciute meglio e la speranza di farlo in futuro....Queste sono le Furie Rosse della stagione 2007/2008...che squadra...e sono le mie compagne!! ..fratelli per sempre..Uno scudetto e l’argento alle Olimpiadi di Atene. Eppure la fama di Gianmarco Pozzecco, in arte Poz, ha fatto il giro del mondo. A 35 anni resta il Peter Pan del basket tricolore anche se l’altra sera, ad Avellino, ha detto basta.Per sempre. Lo ha fatto alla sua maniera, con una maglietta sulla quale aveva scritto il nome di Chicco Ravaglia. Lo ha fatto commuovendosi e piangendo.
Pozzecco, sta ancora piangendo? «Sono ancora scosso. Non ho chiuso occhio: il ricordo della mia ultima partita resterà scolpita nella mia mente». Sicuro di non ripensarci? «Sì. E’ arrivato il momento di dire basta». Annunciando in anticipo il suo ritiro è stato osannato in tutti gli impianti. Quale l’applauso che l’è rimasto dentro? «Quello di Cantù. Per loro ero l’odiato simbolo di Varese. Non me l’aspettavo. E’ stato bello. Ci siamo insultati per anni, poi ci siamo abbracciati. Poi c’è stato Avellino. Qualcosa che non cambierei con niente al mondo. L’abbraccio di Avellino mi resta dentro e mi ripaga di tutto. Nel giorno dell’addio ha voluto ricordare Ravaglia.
«E’ l’unica cosa che cambierei. L’unico episodio triste della mia vita. Rinuncerei — e voglio ricordare il professor Grandi — a tutto quello che ho avuto, ed è stato tanto, per riabbracciare Chicco. Viveva e giocava come me, d’istinto, sulle emozioni, con fare goliardico. Affrontando le sfide della vita». Quale sarà la prossima sfida? «Ho smesso proprio per questo. Nella mia vita ho combattuto e litigato con tutti per arrivare in alto rimanendo me stesso. Non ne potevo più di sfide». Sicuro? «Mica tanto. Anzi, voglio cancellare quello che ho appena detto. Mi conosco, per un po’ posso stare fermo. Poi magari mi chiamano quelli della tivù per parlare di basket...». E allora? «Dovessi farlo, lo affronterei con il solito piglio». Quale? «Essere sempre il numero uno». Grazie ancora Pozz...... .
Momento di sconfortoLe preoccupazioni sono come una sedia a dondolo:
non ti portano da nessuna parte....
|
|
|